Accordo preliminare di Fincantieri per l’acquisizione di STX France

All’azienda italiana una quota non superiore al 50% (che sale al 54% con Fondazione CRTrieste) per almeno otto anni. Possibile partecipazione della DCNS
Genova, 7 aprile 20174 – Il governo francese e Fincantieri hanno comunicato ieri sera di aver raggiunto un accordo di principio per l’acquisizione del gruppo cantieristico transalpino STX France da parte dell’azienda navalmeccanica italiana.
Ricordando che all’inizio di quest’anno le autorità sudcoreane hanno selezionato Fincantieri quale offerente preferenziale per acquisire la quota del 66,7% circa detenuta dalla sudcoreana STX Offshore & Shipbuilding Co. nella STX France, con il restante 33,3% circa del capitale che è in mano allo Stato francese, in una nota il ministro e il segretario di Stato dell’Economia e delle finanze di Parigi, Michel Sapin, e Christophe Sirugue, hanno evidenziato che lo Stato francese ha seguito da vicino la procedura avviando un dialogo approfondito con il potenziale acquirente. «Fincantieri – hanno affermato i rappresentanti dell’esecutivo francese – propone un progetto industriale ambizioso che mira ad un rafforzamento dei cantieri navali basato sul loro segmento attività principale delle navi da crociera oltre che sul perseguimento della diversificazione, in particolare nel settore dell’energia marina. Questo progetto – hanno sottolineato Sapin e Sirugue – include impegni relativi al mantenimento del sito e delle sue attività, agli investimenti, alla salvaguardia e all’incremento dell’occupazione, alla conservazione del sistema del subappalto, del settore della progettazione e dell’ingegneria così come dell’autonomia nell’azione commerciale».
Inoltre Sapin e Sirugue hanno precisato che, al di là degli impegni assunti da Fincantieri e al fine di garantire che le strategie future salvaguardino gli interessi dei cantieri francesi e dei loro dipendenti, «lo Stato ha chiesto che la composizione del capitale sociale sia equilibrata e che lo Stato come azionista possa avere un peso nella governance dell’azienda. Lo Stato – hanno chiarito il ministro e il segretario di Stato – ha chiesto che Fincantieri detenga una partecipazione minoritaria nel capitale della società per almeno otto anni e ha consentito che sia affiancata da un investitore privato italiano indipendente da Fincantieri. Quest’ultima ha proposto la Fondazione CRTrieste quale investitore di lungo termine». La Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste ha lo scopo di promuovere lo sviluppo economici di Trieste e della sua provincia ed è stata costituita nel 1992 a seguito dell’applicazione della legge Amato del 1990.
Sapin e Sirugue hanno specificato inoltre che lo Stato ha chiesto che DCNS, il gruppo francese che opera nel settore della difesa, «possa diventare un azionista della società e che gli interessi militari della Francia siano salvaguardati» e che «lo Stato possa beneficiare durevolmente di un diritto di veto che gli consenta di opporsi ad una riduzione sostanziale delle attività dei cantieri navali o del suo centro di ricerca o ad un trasferimento della loro proprietà intellettuale o del loro know-how, a che i cantieri istituiscano partenariati, filiali o acquisizioni al di fuori dell’Europa o ad una strategia contraria agli interessi in materia di difesa nazionale». Inoltre hanno reso noto che lo Stato ha chiesto che questi diritti di veto possono avere una validità di vent’anni, con una revisione dopo dodici anni.
Chiarendo che su queste basi il governo intende finalizzare le trattative con Fincantieri attraverso un patto parasociale di lungo termine, Sapin e Sirugue hanno precisato che nelle prossime settimane è previsto l’avvio di un processo di informazione e consultazione con il consiglio di fabbrica e che Fincantieri porti a termine l’acquisto delle azioni di parte sudcoreana e che infine, completate queste procedure, il governo assuma una decisione sull’accordo finale.
Il ministro italiano dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, si è detto «molto soddisfatto della decisione del governo francese di dare il via libera all’acquisizione di STX da parte di Fincantieri. Con la partecipazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste – ha rilevato – la quota italiana nella società francese arriva al 54%. È un grande successo della cantieristica italiana. È la dimostrazione che le grandi imprese italiane che hanno investito sulla competitività e la credibilità internazionale possono conseguire posizioni di leadership in settori strategici per l’economia globale. Se da un lato gli investimenti stranieri in Italia possono dare un contributo alla crescita, dall’altro ritengo molto importante che ci sia più Italia all’estero».
La presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, ha espresso compiacimento perché «il controllo italiano di STX è stato raggiunto anche grazie alla partecipazione della Fondazione CRTrieste e questo – ha sottolineato – dev’essere un motivo di orgoglio per la città e di grande soddisfazione per tutta la regione. Il nostro territorio e la sua capacità imprenditoriale si rilanciano in una dimensione internazionale, dimostrando la capacità delle nostre imprese e istituzioni di fare sistema su larga scala». «La Regione Friuli Venezia Giulia – ha aggiunto Serracchiani – in questi anni ha attivamente seguito e supportato le attività e i progetti di Fincantieri attraverso politiche e iniziative di rafforzamento del distretto della cantieristica. Abbiamo piena consapevolezza del ruolo determinante che il gruppo riveste per l’economia del nostro Paese e, ancor più, della nostra regione, dove genera ricchezza e crea occupazione, alimenta un rilevante indotto e investe in ricerca e innovazione».
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