Porto di Civitavecchia gioie e dolori

Civitavecchia, 19 aprile 2017 – Sembra che il tortuoso percorso per l’istruttoria relativa alla richiesta alla Bei (Banca Europea per gli Investimenti) da parte dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale di un prestito di circa 200 milioni di euro per infrastrutture portuali da realizzare nel Network laziale abbia ripreso il suo cammino.

La Commissione UE al termine di una approfondita verifica sulla base delle soluzioni proposte dall’AdSPL, ha appurato che lo sviluppo portuale di Civitavecchia rispetta la direttiva Habitat, di concerto con il Ministero dell’Ambiente, la Regione Lazio e l’Ispra, preposte a superare tutte le criticità di carattere ambientale sollevate dalla Commissione. La procedura è stata seguita direttamente dal Presidente dell’AdSP Francesco Maria di Majo che ha avuto diverse colloqui con Bruxelles, oltre che con la Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento Politiche Europee) e il Ministero dell’Ambiente, al fine di una rapida conclusione dell’iter burocratico.

Secondo il presidente di Majo,”si tratta di un risultato importante che ci consente di riprendere ed aggiornare un’istruttoria sospesa da tempo, il cui buon esito consentirebbe di ottenere un finanziamento necessario per realizzare opere di primaria importanza previste nei piani regolatori portuali del Network laziale”.

Intanto, l’Autorità portuale di Civitavecchia è bloccata da sei mesi perché non può insediare il comitato di gestione: tutto a causa dell’assenza del rappresentante della sindaca della Città Metropolitana, ovvero Virginia Raggi. Mentre il collega Cozzolino (sindaco M5S di Civitavecchia) e il governatore Luca Zingaretti (per la Regione) hanno già provveduto. L’organo serve per licenziare il bilancio, nominare il segretario generale e approvare il piano regolatore del porto. Racconta ieri Giovanna Vitale su Repubblica Roma.

“Un guaio serio per uno dei motori dell’economia laziale, fra i pochi capaci di girare in controtendenza rispetto alla crisi che ha colpito ovunque negli ultimi anni, con un utile di esercizio salito fino a 15 milioni di euro, 31 volte l’utile netto del 2010, tutti reinvestiti in nuove infrastrutture. Numeri e problemi che tuttavia alla prima cittadina di Roma (e della Città metropolitana) non sembrano importare.

Nonostante le numerose lettere di sollecito, le diffide e persino la denuncia per omissione in atti d’ufficio minacciata dai sindacati, Raggi appare impermeabile a ogni richiamo. Arrivato, il primo, nell’ottobre scorso, quando il ministro dei Trasporti Graziano Delrio nominò Francesco Maria Di Majo presidente dell’Autorità portuale, invitando tutti gli enti interessati a indicare i propri rappresentanti nel Comitato di gestione. Raggi per oltre un mese ha fatto però finta di niente.

Il 28 novembre è stato perciò il presidente Di Majo a chiederle per iscritto di provvedere al più presto. Ma la sindaca non ha ancora una volta battuto ciglio. Invocando anzi altro tempo per selezionare la professionalità più adatta tramite bando pubblico. Che nel frattempo è stato sì espletato, ma poi prontamente annullato perché gli 11 candidati in corsa, compreso l’ingegner Matteo Africano che pure è risultato vincitore, non erano abbastanza graditi al Movimento.

Vanificando, infine, anche la mediazione tentata sull’avvocato Igino Mancini. Da qui l’ultima proposta: per evitare la paralisi del porto, Raggi nomini in via temporanea il dirigente della Mobilità della Città metropolitana (come Zingaretti ha fatto in Regione) e intanto riapra il bando per individuare l’esperto che meglio le aggrada. Ma pure questa offerta è stata rispedita al mittente: «La legge non prevede nomine temporanee», la risposta sdegnata di Raggi.”

Il rischio? Il commissariamento per la nomina del porto di Civitavecchia.

“L’impasse che blocca ogni attività di rilievo e rischia di mandare a gambe all’aria il più grande scalo navale del Lazio. Per mesi abbiamo dovuto sorbirci la pappardella della presunta superiorità amministrativa di un Movimento che tronfio annunciava rivoluzioni copernicane. Oggi la verità comincia a venire a galla. È ormai palese che questi signori non abbiano né le competenze né tantomeno interesse a governare. La loro ormai è una battaglia di poltrone e di correnti e quello che sta accadendo all’interno del consiglio di amministrazione dell’autorità portuale di Civitavecchia, così come quelle nella giunta Raggi, lo testimoniano” – dichiara in una nota Michela Califano, dirigente Pd della Provincia di Roma.

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