Porto Civitavecchia: Roberta Macii decisa ad andare avanti se le sarà consentito

Roma, 6 maggio 2018 – «Sento la necessità di rompere il silenzio per il rispetto che nutro nei confronti della comunità portuale tutta di Civitavecchia, dei colleghi straordinari (l’ho dichiarato e lo ripeterò in tutte le sedi) dell’Autorità di sistema portuale, dei lavoratori e di tutto coloro che operano in questo porto e che in questo anno ho avuto il privilegio e il piacere di conoscere»: inizia così la lettera aperta del segretario generale dell’Autorità di sistema portuale di Civitavecchia, Roberta Macii.

«Quello di Civitavecchia (ed in tal senso non sono da meno Fiumicino e Gaeta) è un porto molto particolare, ti sfianca per il livello di complessità che le questioni di cui è gravato hanno raggiunto, tra l’altro sovrapponendosi negli anni, e nello stesso tempo, come tutto ciò che è complesso, ti conquista e ti sfida. E così è successo a me. Mi ha conquistata in pochissimo tempo come lo hanno fatto i miei colleghi. Voglio ripeterlo. Ci sono delle eccellenze in questa amministrazione che lavorano con competenza, dedizione e passione per il “loro” porto. Un porto nel quale c’è ancora molto da costruire e da fare e non solo in termini infrastrutturali e il lavoro che noi siamo chiamati a fare non può che essere questo: costruire. Con il presidente Di Majo non ci conoscevamo prima di questa esperienza e come avviene in qualunque genere di rapporto interpersonale, a maggior ragione se è nuovo, ad un certo punto si fa un bilancio. E così è accaduto. Le differenti esperienze professionali maturate negli anni hanno evidentemente formato diversamente ciascuno di noi tanto che scherzando ho sempre detto al Presidente che il “portuale” tra i due sono io. Ed il ruolo del segretario in effetti lo richiede. L’anno che abbiamo trascorso insieme è passato, con grande affanno, ma tutto sommato con “serenità” e tanta voglia di fare che tuttavia si è ad un certo punto misurata su questioni importanti affrontate e affrontabili con approcci diversi per background diversi e per una “vision” diversa. La frenetica attività del quotidiano d’altra parte ha talvolta travolto la programmazione del lavoro rispetto alle scadenze ordinarie affannosamente adempiute e alla fine, si sa, conta tutto, le tensioni sono molte e ciascuno di noi ne fa una sintesi diversa dalla quale scaturiscono reazioni del tutto soggettive e questo è ciò che è accaduto in questi giorni. Ma questo non deve in alcun modo distogliere lo sguardo da un punto fermo: il porto ha bisogno di andare avanti con celerità e determinazione e questo porto per l’importanza che riveste a livello nazionale e internazionale ne ha bisogno più degli altri. In questo senso, analogamente da quanto avvenuto negli ultimi 17 anni di servizio altrove, ho lavorato e sto lavorando con lealtà verso l’istituzione, verso chi in questo momento ne è alla guida ed il sistema portuale complessivamente inteso ed è quanto è mio dovere continuare a fare, finché mi sarà consentito, nell’ottica del perseguimento dell’interesse pubblico e dell’Adsp di cui sono stata nominata segretario generale».

The Medy Thelegraph

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